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venerdì 22 giugno 2018

Destinatario…conosciuto


Parafrasando il titolo del romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor, “Destinatario sconosciuto”, diventato un best seller 60 anni dopo la prima pubblicazione, penso a quanto indirizziamo la scrittura.
Non c’è mai davvero libero inchiostro su carta bianca. Ciò che scriviamo a qualcuno è ispirato, dedicato, destinato. Viene raccolto e vive nuova vita.
Avviene nelle novelle, nei libri, nello storytelling online.
Avviene o addirittura facciamo in modo che accada, appassionatamente. Non vogliamo lettera morta.
Del resto il target, il pubblico, il lettore, non vuole qualcosa che appartiene interamente ad altri. Si aspetta di essere protagonista.
Quante volte ci è piaciuto un racconto perché ci siamo immedesimati nella trama, in un personaggio, in un amore, in un contesto?
Il filo che unisce chi scrive a chi legge è quello spicchio di verità, quell’interpretazione di verità, quel sogno di verità, che ogni riga celebra come realtà.

mercoledì 13 giugno 2018

Di amore, business, vita e fantasia!


Siamo quello che riusciamo a raccontare.
Non sono solo le leggi della comunicazione a dirlo. Nella vita e negli affari siamo valutati per ciò che di noi viene percepito.
In questo storytelling vivo la mia felicità creativa!
Attenzione però…questo non significa sia facile (e giusto) vendersi belli e non esserlo. Vuol dire, al contrario, saper narrare la propria autenticità con appeal.
Semplice? Decisamente no.
Ghostwriting e copywriting rispondono a molte esigenze, a molti obiettivi, a molti desideri. L’ispirazione che mi guida comunque non è mai alterare la verità, se mai consegnarla nel modo più gradevole a un dato pubblico.
Perché è importante esprimere un brand con una storia? Perché il successo di un brand è esattamente (nel)la storia che sa scrivere.
Se sono alle prese con una trama sentimentale, con un romanzo, con le grandi riflessioni di un mental coach, con le competenze di un professionista, con il work in progress aziendale, sono sempre le emozioni a dettarmi la strada: le parole devono compiere il loro percorso fino a destinazione.
In amore, business, vita e fantasia…lo storytelling è un ponte.

lunedì 21 maggio 2018

Le mie vite da ghostwriter


Non mi pesa, l’ombra. Non mi pesa il mio ruolo di fantasma.
Perché più forte di tutto è il privilegio, il mio privilegio di ghostwriter: vivere tante vite, tantissime. Scrivendo romanzi, saggi, racconti, autobiografie altrui, conosco mondi ed emozioni senza fine. Faccio sogni sempre diversi, provo avventure e pensieri che superano le mie avventure e i miei pensieri. Entro ed esco da dimensioni incantate, da amori e dolori. Mi metto continuamente in gioco e in discussione. Scopro, piango, rido. E imparo.
Imparo una quantità di cose quasi incredibile! Mi misuro con sentimenti e situazioni che la mia fantasia non avrebbe mai potuto partorire.
Sono grata a tutti i miei autori. Ad ognuno di loro devo un pezzo di strada…anzi, devo una vita. Cammino sui loro passi, respiro i loro desideri, incontro la loro cultura, abbraccio la loro ricchezza.
Ai miei giorni, al mio bagaglio, alla mia identità, ognuno di loro regala generosamente linfa.
Non mi stanco, non sono mai sazia. E loro, le mie parole, non moriranno mai.

giovedì 19 aprile 2018

Scegli di comunicare la tua verità


Fare il ghostwriter, il copywriter, il social media manager mi ha insegnato, e ogni giorno mi insegna, moltissime cose.
Una è che ‘i pensieri e le parole migliori per arrivare’ -ovvero per comunicare efficacemente, per coinvolgere e piacere- sono quelli che rispondono all’autenticità dell’autore e di ciò che vuole trasmettere.
Troppo semplice o addirittura banale?
No. Non è raro che si cerchi il comunicatore per apparire ‘migliori’, per sputare fuori slogan vincenti, per fare man bassa di un consenso di pancia. Ma poi? Non bisogna improvvisare ciò che non si può mantenere: è una regola aurea, sempre valida. E non solo. Chi legge un racconto -e racconto può essere anche un messaggio promozionale- vuole emozioni, non gigantografie di una realtà fasulla.
Bisogna essere bravi, è vero. Anche a tessere storie di verità. E allora avremo davvero lettori, seguaci, ammiratori. Chi può immedesimarsi, chi vuole sognare, chi cerca soluzioni, chi ama la bellezza…abbraccio quel piccolo grande sogno di autenticità.
Spesso questo vuol dire far emergere qualcosa che è sommerso, avere il coraggio di esprimere un punto di vista inusuale, dipingere la vita di colori diversi da quelli che tutti usano. Ma in sincera pienezza. Senza forzature che non possono essere sostenute. Il tempo è galantuomo e ci scoprirebbe nudi.
Io adoro fare breccia e sono pagata per farlo ma non penso mai ad ingannare. Mai.

martedì 27 marzo 2018

Quanto è importante avere un blog


Dopo la gloria della novità, anni fa, i blog hanno subito una battuta d’arresto. 
I social media hanno rubato la scena e tutti hanno pensato fossero luoghi on line più efficaci, più facili, più brillanti.
Le piazze virtuali in effetti hanno un appeal portentoso. Per chi le vive come espressione di ‘esistenza’ e libertà, per le aziende che ci trovano un potenziale bacino di utenti enorme, per i personaggi pubblici che possono tenere altissima la visibilità. Ciò non toglie che le insidie, come i nodi, vengano al pettine.
Il tempo ha riportato in auge il caro, vecchio blog perché è uno spazio del quale siamo padroni, nel quale possiamo esprimerci con maggiore profondità, al quale si appassionano visitatori e utenti veramente interessati.
Ecco il blog diventa una necessità. Di storytelling di ottimo livello, di comunicazione strategicamente controllabile, di immagine ben curata.
Non è una pagina a casa d’altri, è il nostro libro work in progress.
Un’autentica chance. Per i professionisti, per gli amanti del racconto, per gli artisti, per le realtà di mercato.
Il blog è informazione ma anche personalità. Il blog può fare la differenza.
Naturalmente è impegnativo. Il blog ha bisogno di struttura, di identità, di presenza, di costanza. Avremo modo di sviluppare questi concetti!

giovedì 22 marzo 2018

Come farsi notare nel mare della rete?


Associando la rete al mare potremmo pensare alle onde, quelle alte e impetuose, che spiccano eccome! Il problema è che la comunicazione ‘urlata’ non è nuova e, talvolta, è pure fastidiosa, invadente, eccessiva. Può generare l’effetto contrario, in termini di appeal e credibilità.
Potremmo pensare al guizzo di un delfino, agli scogli che affiorano appena con le bizzarre forme con cui l’acqua ha plasmato la roccia o magari alle migliaia di luci del riverbero del sole. Idee di una comunicazione ‘creativa, emozionale’.
Potremmo anche pensare alle sirene: reali o immaginarie che siano, esercitano forse una malia intramontabile. Così studiamo una comunicazione ‘passionale, sensuale’.
Ma le vie delle parole sono tante, probabilmente infinite. E così potremmo incamminarci su quella della credibilità, forte e serena. Già, pensare al faro. È una comunicazione ‘affidabile e avvolgente’ che affida il fascino alla competenza, all’intensità, a un’originalità che trasmette sogni raggiungibili, infonde fiducia, entusiasma e insieme persuade.
E ancora, ancora…a ciascuno uno stile, un linguaggio, una storia. Naturalmente vale anche per la carta stampata, of course. Sul fronte libri c’è lo stesso bisogno che avvertiamo on line: distinguerci, fare in modo che i lettori abbiano voglia di sceglierci!

venerdì 9 marzo 2018

L’inesauribile energia dello storytelling

Scrivo. Scrivo ore, ore, ore, ogni giorno.
Scrivo romanzi e saggi. Scrivo post per blog. Scrivo testi per siti. Scrivo pensieri per la comunicazione online sui social.
Scrivo per autori, aziende, professionisti, personaggi pubblici, artisti.
Scrivo.
Materie, ambiti, mood, target, generi, stili, diversi, profondamente diversi. Sempre.
Più mi spremo per scrivere più dovrei esaurire la vena creativa?
Macché. Più incontro persone e temi, più affronto argomenti e tagli, più approfondisco pensieri e obiettivi, più esploro territori e più idee, parole, entusiasmo, lucidità, efficacia, montano in me.
È la regola delle connessioni, della formazione trasversale, dell’intelletto stimolato all’agilità, del gusto della conoscenza e della sfida, del patrimonio di esperienza e sensibilità maturate sul campo.
Ma non solo. In una parola è passione. Quella che mi fa svegliare ogni giorno con la voglia di lavorare, con il piacere di fare il mestiere che faccio, con la determinazione a onorare ogni servizio e ogni incarico, con la motivazione e l’umiltà per considerarmi sempre in evoluzione.
Work in progress. È la potenza della soddisfazione che leggo in viso o tra le parole di un committente. È la gratitudine per la vita che, dandomi un sogno in testa e una penna (tastiera!) in mano, mi ha risarcito di parecchio altro…
Quando non scrivo, leggo. O navigo in rete per captare, valutare, informarmi. Ascolto. Ascolto gli amici, la musica, la tv. Vado al cinema, a vedere storie e intercettare sentimenti e tendenze. Sento musica, per l’anima e per un guizzo di costume in più. Osservo la mia gatta, che è sempre un insegnamento di quelli notevoli. E faccio la casalinga che si occupa di famiglia e casa. Con attenzione. Sì, spendendo energie per esserci, con attenzione…