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lunedì 4 settembre 2017

Sono al vostro servizio

Che razza di professione - mestiere - lavoro esercito?
Scrivo!

Ghostwriter: sono il fantasma che scrive libri, molti libri. Dal racconto al romanzo, dal fantasy alla biografia, dal manuale al saggio.

Copywriter: al servizio di aziende o professionisti.

Web editor: scrivo testi per siti internet.

Social media content editor/manager: gestisco la comunicazione via blog e social media per conto di personaggi pubblici, autori, artisti, aziende.

giovedì 6 luglio 2017

La comunicazione 4.0

Secondo quanto riportato nel World Economic Forum, se da un lato pare che nel 2020 il problem solving rimarrà l’abilità più ricercata, dall’altro il pensiero critico, la creatività e la capacità di comunicazione saranno sempre più importanti in un mondo lavorativo in continua innovazione nella trasformazione digitale.
Messaggio recepito, da alcuni imprenditori, manager, formatori, professionisti. E’ così che i miei incarichi lievitano!
Ma il problema resta, per quei molti, forse troppi, che si affidano ancora alla propria, comunicazione. Che si fidano solo della propria, creatività. Che sono sicuri del loro, pensiero critico.
Nel flusso della rete, nel cambiamento repentino, nell’opportunità di interpretare le tendenze e raggiungere il target, nella necessità di filtrare le informazioni, nell’urgenza di intercettare il linguaggio giusto e maneggiare i percorsi utili, c’è bisogno di professionisti dei social e della comunicazione, c’è bisogno di pensiero vivace e innovativo.

Ghostwriter e social media manager sono praticamente indispensabili. Forse costano meno di quanto si crede, forse rendono molto più di quanto si immagina.

martedì 23 maggio 2017

Perché affidarsi a un ghostwriter

foto di R. Carnevali
Ormai sono tante, le persone che mi hanno scelto come ghostwriter.
Autori, personaggi pubblici, artisti, professionisti, aziende. Persone che hanno idee eccellenti e pochi mezzi o tempo per metterle nero su bianco, per gestire un blog o la comunicazione sui social. Persone che magari sono estremamente competenti in una materia o ambito ma non amano misurarsi con la scrittura. Persone abituate a un linguaggio scientifico, tecnico o comunque specialistico e non a uno stile narrativo. Gli esempi potrebbero essere infiniti.
Magari sono persone note. Oppure sono esordienti e sconosciute. Tutte hanno molto da trasmettere ma non sanno come farlo o non possono farlo.
Sempre più imprenditori e manager, finalmente anche in Italia!, si rendono conto che un ghostwriter è un ottimo investimento: poca spesa tanta resa, giusto per utilizzare uno slogan che fa cogliere al volo il concetto. Sempre più professionisti hanno compreso quanto sia essenziale presentarsi, con le parole, ma anche ‘arrivare’ al target giusto. Sempre più aziende abbracciano lo storytelling.
Certamente bisogna sceglierlo con cura, il ghostwriter. Lo scrittore fantasma, la penna (o la tastiera) invisibile, l’ombra delle parole, diventa espressione dell’autore, deve quindi aderire al suo spirito come un vestito sartoriale. E non solo. Spesso il ghostwriter è un filtro, un termometro, una bussola, un intervento di pronto soccorso. Perché è uno del pubblico, il ghostwriter. Legge, studia, sta sui social, va al cinema, segue la musica, ascolta i tg, ha una visione allargata, trasversale, è allenato a interagire, è abituato a captare ogni segnale, ha un fiuto addestrato.
Io, come tutti i colleghi ghostwriter, scrivo per conto altrui con la passione con la quale scriverei per me. Perché il ghostwriter non racconta mai ‘solo’ per lavoro, racconta perché non potrebbe vivere bene senza raccontare. Perché io mi rendo conto che non sarei quella che sono se non fossi cresciuta ogni giorno con il tesoro di ogni mandato, di ogni incarico, di ogni servizio. Perché lo scrittore ombra sente l’aria che tira, sta lì a dialogare sul web, sa governare le emozioni e i commenti, ha sempre voglia di avventure e non si stanca mai.

Qualche volta amici e conoscenti mi chiedono quali committenti preferisco, quale genere, in quali contesti. Non so rispondere. Un po’ di me splende ovunque e in ognuno e questo rende tutti preziosi. E poi davvero, ogni storia, ogni sfida, ogni settore, ogni obiettivo, è un piccolo grande mondo di cui godere.

giovedì 11 maggio 2017

Blog aziendali

I blog aziendali sono importanti strumenti di comunicazione,  possono portare nuovo traffico al sito web, aumentare l’attenzione dei potenziali clienti verso l’attività. Questo è quello che, più o meno, le aziende sanno.
Bisogna aggiungere che i blog aziendali sono anche grandi occasioni di branding partecipato: grazie appunto al coinvolgimento dei lettori è possibile fare un’attività di promozione nella quale il pubblico ha un ruolo attivo importante.
Il blog aziendale è una finestra sul mondo, un incubatore di idee, un volano di storytelling. La verità è che nessuna campagna pubblicitaria raggiunge il livello di penetrazione e affiliazione che può generare un blog aziendale.
E’ necessario considerare però un’ottima gestione.
Un blog aziendale necessita di:
-un piano editoriale
-contenuti di valore
-costante aggiornamento
-continuo monitoraggio
Questo significa che il blog aziendale serve a raccontare un’attività, un’organizzazione, un prodotto, soprattutto attraverso la loro storia. Il blogger deve mettersi sulla lunghezza d’onda del pubblico, attrarre e, quanto più è possibile, attivare interazione.
Vuol dire che i contenuti devono essere curati, originali, interessanti. Il valore dipende da ciò che veicolano, dalle emozioni e dalle attenzioni che suscitano, dal livello di qualità. L’autoreferenzialità non paga mai, tanto per intenderci.
Importa un lavoro periodico senza ‘buchi’: l’aggiornamento non conta solo per una buona indicizzazione del blog, è immagine, è affidabilità, è serietà, è coerenza. In sostanza i lettori devono essere sicuri di trovare il blog aziendale sempre in movimento altrimenti finirebbero per non visitarlo più.
Il blogger di un blog aziendale deve inoltre rispondere a ogni eventuale commento, verificare il numero di visite e la provenienza, valutare le chiavi di ricerca, studiare i risultati e assestare il tiro se occorre.
Nel mondo ci sono esempi esaltanti, del successo di blog aziendali.
E anche in Italia qualcuno si sta affermando. Ma c’è ancora molto da fare.
Io suggerisco tre ingredienti fondamentali, quelli che utilizzo da ghostblogger per aziende, professionisti, personaggi pubblici:
-passione
-carattere
-apertura.

I blog aziendali vincenti sono ideati e scritti con passione, hanno personalità e sono aperti al cambiamento. In evoluzione. Ecco, il blog aziendale deve essere in evoluzione: con un carattere ben definito ma pronto a rinnovarsi ogni giorno. E’ una grande opportunità, il blog aziendale. Il diktat è sfruttarla bene!

giovedì 9 marzo 2017

Peggio di così non può andare

Peggio di così non può andare.
Spesso questa consapevolezza libera energie e creatività.
In effetti non molliamo, semplicemente ci affranchiamo da qualsiasi appiglio e l’appiglio, ricordiamolo, può essere un lacciuolo, un riferimento vecchio e stanco, esattamente la cosa che ci ha trascinato nei guai, una zavorra.
Ecco che a volte, chi tocca il fondo, ha risorse magnifiche, per risalire.
Sono risorse emotive. Sono fantasie che altrimenti rimarrebbero soffocate nelle abitudini, nei rinvii, nelle paure. Sono le ricchezze interiori che si accumulano con la conoscenza del dolore o della tristezza o della fatica.
Si accendono parecchie luci, quando peggio di così non può andare. Una di queste è la capacità di sognare e sperare, quasi di costruirsi un mondo immaginario dove tutto funziona. Già. Ed è proprio lì che inizia il percorso di risalita.

Più che scrivere storie, credo nel loro cammino.

mercoledì 22 febbraio 2017

Io, ghost writer del pensiero emotivo

La mia vita da ghost writer sembra un viaggio razionale nel mondo emotivo e, talvolta, un viaggio emotivo nel mondo razionale.
L’attività mentale razionale e quella emotiva si combinano in vari modi, di certo però il primo istinto è emotivo, pesca nella dimensione più primitiva, affonda nelle percezioni, si nutre di sensibilità sottili. La <conoscenza> di sé e degli altri attraverso il profondo substrato emotivo è una specie di bagaglio in divenire, un concentrato di intuizioni e di sensazioni, una sintesi di comprensione e di slancio.
Le antenne particolarmente recettive forse sono una qualità innata ma credo che comunque si affini e maturi in un cammino di consapevolezza. Qualcosa che assomiglia al desiderio e al bisogno di entrare in contatto con orizzonti sempre più larghi di ‘spiritualità’.
La scrittura emotiva ecco che diventa un plus dell’espressiva, della creativa, una narrazione che riesce a dare forma al pensiero emotivo senza imbrigliarlo troppo nella ragion pura, che porta a galla pulsioni quasi inconsce, che libera il trasporto di pancia.

C’è un mondo, nel patrimonio emotivo. Un mondo capace di arrivare e toccare infinite corde. E io me lo godo, tutto.

domenica 29 gennaio 2017

Il potere delle parole

Avevo le parole, strette nel pugno. Mi bastava aprire la mano e lasciarle volare, avrebbero annusato e centrato qualsiasi bersaglio.
Mi sono resa conto di quale potere fosse.
In questi anni mi sono fatta molte domande e, in verità, mi sono anche data qualche risposta.
Questa è la storia che racconta un mestiere come il mio, quando ci studi dentro e non smetti mai di indagare, imparare, pensare.

Ho soprattutto capito che ogni giorno, con lo stupore e l’energia, sarebbe salita un po’ anche la responsabilità…

venerdì 27 gennaio 2017

Tutti in cerca di emozioni

Ci siamo riempiti a tal punto di cose che le emozioni sono l’unico lusso che abbiamo smesso di permetterci. E pensare che sono lì, a nostra disposizione, spesso basta avere un prezioso secondo di tempo e un battito di cuore per goderne.
Di questo si sono accorti eccome, gli spacciatori di consumismo, le aziende e i maghi della pubblicità. Ecco, che gli oggetti comunichino almeno emozioni, che ci arrivino come una ventata di affetto, che ci facciano appassionare a quello che facciamo con loro!

Questo, nel mio mestiere di ghost writer, è anche un ottimo viaggio nelle umane intimità…

giovedì 26 gennaio 2017

Siamo esemplari unici

Uniformarsi o vivere di luce riflessa non è raro. Affermare la propria diversità, lo stile unico, la vera identità, è quasi ritenuto un atteggiamento audace, straordinario.
Viviamo in effetti da troppo tempo sotto la cappa inconscia dell’imitazione che non è, appunto, emulazione consapevole ma replica sbiadita e meccanica. Essere come gli altri è talvolta addirittura avvertito come un’esigenza, un imperativo, un punto di forza.
Eppure si muore, negando e reprimendo la propria natura e le sue fantastiche sfumature e opportunità.

Che bello scrivere una storia sulla personalità che si afferma e illumina! Regaliamoci la nostra bellezza e regaliamola agli altri…

martedì 17 gennaio 2017

Giocare con il paradosso

Sinteticamente, dal vocabolario Treccani, dicesi paradosso ciò che va contro l’opinione o contro il modo di pensare comune, e quindi sorprende perché strano, inaspettato. E nei sinonimi troviamo assurdo, contraddittorio, illogico, incoerente, incongruente, insensato, irragionevole, irrazionale.
Talvolta incredibile ma vero.
Ecco, una narrazione sul filo del paradosso sbalordisce, insinua il dubbio o diverte. Lui però ci ha proprio giocato, con il paradosso. Il racconto parte da lì e torna lì, si snoda su quella ‘logica’ che sembra non esserci eppure forse rivela un possibile che non ci aspettiamo.
Irriverente e stupefacente. A tratti di una comicità incontenibile a tratti marcatamente riflessivo e malinconico. Una specie di viaggio oltre le righe, sempre sul filo del rasoio, a un passo dal grottesco ma delicatamente elegante.
C’è da sorridere, parecchio, in questa ricerca di un buon senso alternativo.

In fondo tutto è vero niente è vero.

lunedì 15 agosto 2016

Cara Azienda ti scrivo da social media manager

Perché lo faccio, il social media manager, come si dice in un Paese che importa volentieri etichette convinto che ciò equivalga ad adottare contenuti…
Ma sono e mi sento altro. Forse perché il mio mestiere principale resta quello di ghost writer dove è essenziale cogliere e narrare lo spirito dell’autore e della storia. Cara azienda credi davvero che esprimere i tuoi valori, promuovere la tua attività, far conoscere i tuoi prodotti, penetrare nuovi mercati, affermare una certa filosofia di lavoro e qualità passi da una comunicazione pubblicitaria sui social?
Fossi in te mi accerterei prima di trovare un social media manager, se così lo vogliamo chiamare, che abbia sufficiente voglia, sensibilità, serietà, per studiare e capire chi sei, cosa fai e come lo fai, per muoversi ad annusare il tuo pubblico e le tendenze culturali, sociali, economiche interessanti per te e il tuo ambito, per maneggiare con cura pensieri e concetti prima di tradurli in parole. Uno che abbia un ‘bagaglio umano’ da mettere al tuo servizio. Uno che non partorisce solo frasi ad effetto ma che si misura tutti i giorni con la tua realtà. Uno che ci metta anima e responsabilità oltre alla strategia e alla tecnica.
Difficile?
Cara azienda, i social sono un mezzo potente di presenza e divulgazione. E’ davvero sciocco, per non dire pericoloso, gestirli con leggerezza, perdere l’occasione di affermarsi davvero all’attenzione generale, dare di sé un’immagine sbagliata, parziale, superficiale.
Pensaci, bene.

venerdì 22 luglio 2016

L'arte di piacere sul web

Diffidate di quelli che dichiarano di voler piacere solo a se stessi!
Sono presuntuosi, intollerabilmente scontrosi o bugiardi.
Insomma, nasciamo per piacere, almeno a qualcuno, possibilmente a molti.
Le qualità si affinano: come tutte le arti, quella di piacere, è un mix di talento e applicazione. Questa ovviamente è la buona notizia: abbiamo sempre enormi possibilità di miglioramento. Chi ama le sfide infatti non fa che studiare e mettere a punto l’arte, tutta la vita.
Piacere è essenziale, nelle relazioni e nel lavoro.
Siamo nel tempo della comunicazione dilatata dunque dobbiamo occuparci e preoccuparci di arrivare, a quelli cui potremmo piacere. Dobbiamo attrarre, farci conoscere e amare.
Magari abbiamo molte qualità ma come le presentiamo?
Siamo bravi a fare tante cose ma come fanno gli altri a saperlo?
I fatti, le dimostrazioni, potremmo rispondere in coro.
Nella fluida e immensa realtà globale è impossibile però che tutti tocchino con mano, bisogna che possano crederci e essere invogliati ad avvicinarsi per verificare.

Già, nel mondo virtuale occorre trovare il modo di piacere e convincere con parole e immagini. Ecco perché molti adottano uno scrittore fantasma. 

sabato 16 luglio 2016

Copywriting: scrivere bene

Siamo tutti sufficientemente istruiti sul concetto di copywriting, la rete è piena peraltro di presentazioni e disamine illuminanti.
Individuazione del target di riferimento, empatia con il pubblico, creatività, conoscenza delle tecniche di linguaggio on line, sono essenziali, per il copywriter. Pienamente d’accordo.
A me piace però mettere, in cima alla lista, scrivere bene…ovvero in italiano corretto. Che si voglia un testo fluido e incalzante, un’espressione sentimentale, una frase a taglio tecnico, una pagina stupefacente o un tocco di allettante ironia, maneggiare la lingua con cura e amore è un imperativo.

Paga, alla lunga paga. Lo garantisco. 

mercoledì 13 luglio 2016

Sedurre con un libro

Sedurre=condurre a sé, allettare, avvincere, attrarre.
Altroché se un libro ha il potere di sedurre!
Iniziano ad accorgersene molti. Aziende, artisti, personaggi pubblici non fanno che inseguire qualcosa che possa calamitare attenzione, consenso, gradimento.
Archiviati gli slogan abusati ai quali, fortunatamente, il pubblico abbocca sempre meno bisogna cimentarsi in strade nuove, impegnative ma vincenti.
Bene, finalmente.
Le parole possono essere irresistibili, basta imparare a sceglierle.
E capita di narrare una storia che ammalia il mondo…

lunedì 6 giugno 2016

Ghost writer aziendale

Si incarica un ghost writer per biografie o monografie aziendali e per molto altro ancora.
Lo scrittore fantasma o ghost writer è ingaggiato infatti anche per creare e gestire un blog aziendale, come social media content editor (quindi per curare la presenza e l’interazione sui social media), per i testi del sito web, di materiale informativo, di relazioni, di brochure promozionali.
Ha molta rilevanza cosa e come si scrive per l’azienda, l’imprenditore, il top management. Ne ha altrettanta concordare e inserire il lavoro del ghost writer in una strategia di comunicazione.
L’azienda e i suoi uomini non hanno bisogno solo di un buon divulgatore.
E’ prezioso il ghost writer capace di scrivere e ‘funzionare’ come una calamita, quello che sa intercettare il mercato, avere sempre il polso della situazione (di settore e allargata), dialogare con il pubblico.
Quello che si fa interprete e amplificatore della visual aziendale, un giocoliere delle parole che sa appassionare il target interessante. E non è ancora tutto. Il ghost writer aziendale è un umanizzatore del profitto, un seduttore che fa innamorare di qualcosa costi quel che costi…

Un concetto essenziale, appunto, è la <personalizzazione>: non esistono ricette standard, il ghost writer coglie, esprime ed esalta l’unicità di ogni azienda, di ogni imprenditore, di ogni manager.

lunedì 16 maggio 2016

Servizio di copywriting e community management

Produrre contenuti, ovvero principalmente testi, per i social media è una delle principali attività di chi come me si occupa della comunicazione per artisti, aziende, personaggi pubblici (tra i quali imprenditori e manager che vogliono – giustamente – avere anche pagine personali).
Curare i testi, in sintesi significa:
Scrivere bene. L’era dei discorsi zeppi di slogan è tramontata. La cattiva abitudine di maltrattare e abbreviare l’italiano è già poco gradevole in un messaggio di un ragazzino. L’uso di una terminologia da super specialisti è francamente da riservare a sedi e lettori di settore. Per una comunicazione professionale efficace conta conoscere bene la lingua italiana. Evviva.
Personalizzare. Bisogna fare in modo che i social esprimano la personalità e i tratti distintivi dell’Azienda, dell’artista, del personaggio. E bisogna individuare bene cosa e a chi comunicare. Come farlo sarà la combinazione tra ambito/ specificità e linguaggio.
Captare e gestire il flusso. Intercettare quello che c’è intorno, interagire, ampliare la cerchia del target, stabilire connessioni è essenziale.
Monitorare. Da una strategia iniziale con la quale si imposta un piano di azione che andrà costantemente verificato e se necessario ritoccato si sta sui social prestando massima attenzione a quello che generano. Non si tratta solo di valutazioni di periodo ma di veri e propri studi di risposta o test di innovazione.
Quello che è vietato oggi sui social è immaginarsi al mercato con la bancarella.
Vende bene chi non vende. Raggiunge il pubblico chi lo attrae. Il miglior modo di parlare di sé è essere.
D’altra parte quello che vale sul fronte del web si riscontra anche sulla carta stampata. E’ vincente l’imprenditore che si presenta con una storia aziendale fatta di amore, ironia, avventura. E’ perdente quello che vuole scrivere un libro di numeri. Sono sempre il ghost writer del primo, del secondo non riesco ad accettare l’incarico.

martedì 3 maggio 2016

Caro imprenditore

Ti scrivo così ti convinco un po'...
Forse Lucio Dalla comprenderebbe e perdonerebbe la revisione delle sue parole. Tu hai bisogno di parole che comunichino davvero. Hai capito che la tua azienda deve sedurre il mercato almeno tanto quanto tu sei sedotto dalle sue prospettive?
Pensaci in tempo. Non devi avere una pagina social, un sito, un blog. Devi essere, social.

lunedì 2 maggio 2016

Eroi da romanzo

La storia della vita e dei libri è anche questa. Quella della forza e della vittoria. Quella della lotta di chi ha dovuto inventarsela, una serenità possibile. Quella della voglia di esserci, nonostante la bufera. Quella di chi ha il cuore gonfio di rispetto e responsabilità per l’enormità dell’esistenza intorno.
Non è più felice, il vincente. E’ solo uno che non ha potuto cedere, non ha avuto abbastanza egoismo per arrendersi.

Evviva. In letteratura è un protagonista meraviglioso.