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Visualizzazione post con etichetta scrittrice fantasma. Mostra tutti i post
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giovedì 15 febbraio 2018

Ti sai raccontare?

Raccontare evoca le parole, le storie, le fiabe, il fascino della fantasia, le memorie della vita. Raccontare ci fa pensare alle trame di un romanzo, alla bellezza della prosa che narra avventure ed emozioni.
Ma oggi raccontiamo anche chi siamo, cosa facciamo, che sogni abbiamo, dove vogliamo andare. Lo raccontiamo in un blog, sui social media. Lo raccontiamo in un saggio o in un manuale. Lo raccontiamo in un messaggio pubblicitario. Lo raccontiamo nella cura con cui scegliamo come comunicare il nostro bagaglio, la nostra professionalità, le nostre conoscenze.

Non c’è azienda, professionista, artista, che arrivi al suo pubblico, alla sua clientela, ai suoi fan, senza questa capacità di raccontare e raccontarsi.
E allora raccontarsi è esigenza e strategia ma anche opportunità, missione, piacere.

Ci vogliono competenze, impegno e passione. Ogni nuovo servizio, ogni incarico che assumo, li rinnovano e li rinforzano. Per questo sono sempre felice, felice di un nuovo cammino…per raccontare, per raccontarti. Esatto, lo faccio io per te!

sabato 23 dicembre 2017

E Natale sia!

Ci arriviamo in molti modi, a Natale. Desiderosi o stanchi o insofferenti. Ovunque voi siate,
Penso. Penso che i doni di quest'anno sono i libri scritti, i blog gestiti con passione, le parole amorevolmente studiate per la comunicazione sui social. Doni perché mi hanno arricchito, doni perché sono le facce, le voci, gli entusiasmi, di tanti committenti, di tanti autori, di tante persone che mi hanno affidato le loro storie, i loro propositi, le loro idee. 
comunque lo festeggiate, in qualsiasi maniera la pensiate sulla festa, io porgo i miei auguri. Sono sempre buoni, fanno sempre bene.
Penso. Penso al viaggio che faranno questi libri, il racconto delle aziende, le riflessioni degli artisti.
Penso. Penso agli auguri, a chi c'è stato e a chi verrà. Essere parte di tanti sogni e di tanti progetti è un'emozione infinita!
Grazie, di cuore.

martedì 21 novembre 2017

Narrare è sedurre

Produci prodotti magnifici. Hai una pasticceria che sforna delizie. Sai cucire come i migliori sarti del mondo. Il tuo piccolo agriturismo è un paradiso di accoglienza e prelibatezza. Sei accorto e generoso nei tuoi servizi di riparazione e manutenzione. Oppure fai bellissimi disegni o puoi cantare come un usignolo. Crei incantevole bigiotteria, sei un mago della chimica e potresti dar lezione agli scienziati.
Ma chi lo sa?
Chi conosce quello che fai?
Chi può apprezzare le tue virtù?
Come è possibile trovarti?

Internet è anche questo. Un ponte, la possibilità di conoscere, di raggiungere, di divulgare. Hai solo bisogno di comunicare chi sei, come lavori, cosa ti distingue dal resto dell’umanità, quali prodezze sai compiere, che garanzie puoi offrire a chi sta cercando proprio te, quello che sai, quello che fai.

Pensaci. Pensa a quanto è importante raccontare. Pensa agli strabilianti effetti della giusta comunicazione. Pensa che narrare è sedurre. Pensa a quante persone puoi arrivare, pensa alle ali che puoi mettere alle cose che escono dalla tua mente, dalle tue mani, dalla tua dedizione.

giovedì 2 novembre 2017

Irene Spagnuolo, la Tua scrittrice fantasma

Competenze, referenze, qualità. Più o meno è quello che viene richiesto o spendiamo a misura del nostro Valore. Avviene credo in tutti i campi, per tutti i lavori.
Certo la vita del ghostwriter è un po' <speciale>. Spesso non può dare referenze e per dimostrare competenze e qualità non può che essere già all'opera su un incarico.
Il ghostwriter però ha in sé una virtù, quella di comunicare la propria identità con le parole. Le parole di un blog, le parole a un incontro con il potenziale committente, le parole che viaggiano qua e là e possono essere colte e accolte.
Io del resto non voglio raccontarmi fenomenale. Non sono un fenomeno, sono Irene Spagnuolo ghostwriter. Il mio piccolo asso nella manica è, se mai, incarnare il mestiere. Amo scrivere, infilarmi in nuove storie, interpretare lo spirito di un autore, costruire le frasi di un'idea.
Faticherei molto, moltissimo, troppo, a essere altro. Altro da un'entusiasta narratrice. 
Mi piace pensare che le parole, scelte con cura o istintive come un moto d'affetto, siano una grazia e un curriculum. Perché quello che devo offrire è esattamente quello che vorrei ispirare: emozioni.

venerdì 4 agosto 2017

Narrare è...esistere

Per Luis Sepulveda ‘narrare è resistere’.
Impossibile confutare il concetto. Se mai è possibile sostenere che narrare è anche altro.
Ci sono storie di vita che non muoiono perché respirano tra le righe, di mano in mano, negli occhi che leggono rapiti. Ci sono avventure che conosciamo solo perché un libro ce le ha consegnate. Ci sono amori, memorie, pensieri, resi eterni da un racconto. E ci sono anime che affermano la loro esistenza mettendola nero su bianco.

Si, narrare è anche…esistere.

sabato 22 luglio 2017

Scopri la magia delle parole

Abbi cura di comunicare. Di comunicare chi sei, cosa pensi, cosa vuoi.
Abbi cura di comunicare elargendo lezioni, trasmettendo emozioni.
Abbi cura di scegliere le parole. Abbi cura che arrivino a destinazione e siano comprese.
Quante aziende, quanti professionisti, quanti personaggi pubblici sanno dare davvero valore, alla comunicazione?
Le parole narrano, spiegano, illuminano, abbracciano, commuovono, entusiasmano. Le parole collegano, gettano un ponte. Le parole sopravvivono perfino a chi le ha pronunciate e scritte. 
La portentosa esperienza del mio mestiere di ghostwriter e copywriter è la scoperta continua di combinazioni, effetti, orizzonti.

giovedì 8 giugno 2017

Lavora da protagonista

Mi capita spesso di scrivere libri che 'raccontano' una professione, un mestiere, un ruolo, un'attività.
Finalmente è chiaro che 'raccontare' è molto più efficace che scrivere un testo formativo.
L'atmosfera è quella più distesa di una lettura avvincente, promettente, rivelatrice. L'effetto è quello di far sentire il lettore protagonista. Protagonista del suo lavoro.
Frequentemente è questo che manca a molti, in qualsiasi posizione e ambito. Quella molla che è la motivazione, l'energia, la fiducia, l'entusiasmo...la cultura dell'evoluzione che ha radici nella passione e nel continuo apprendimento.
Lasciati i banchi di scuola alcuni fanno parecchia fatica a continuare a studiare, a trovare nel costante aggiornamento la valorizzazione delle proprie potenzialità, un'occasione in più, uno stimolo a osservare con occhi sempre aperti il mondo e la propria occupazione. Ecco che il racconto svela la sua funzione accompagnatrice, morbida e garbata ma potente.
La narrazione sciolta, brillante, comprensiva, fa immedesimare il lettore. Non lo giudica, non gli impone una tabella di marcia, non lo affanna. Semplicemente gli fa venire voglia di essere quello che può diventare. 
Leggi anche tu...e lavora da protagonista!

martedì 23 maggio 2017

Perché affidarsi a un ghostwriter

foto di R. Carnevali
Ormai sono tante, le persone che mi hanno scelto come ghostwriter.
Autori, personaggi pubblici, artisti, professionisti, aziende. Persone che hanno idee eccellenti e pochi mezzi o tempo per metterle nero su bianco, per gestire un blog o la comunicazione sui social. Persone che magari sono estremamente competenti in una materia o ambito ma non amano misurarsi con la scrittura. Persone abituate a un linguaggio scientifico, tecnico o comunque specialistico e non a uno stile narrativo. Gli esempi potrebbero essere infiniti.
Magari sono persone note. Oppure sono esordienti e sconosciute. Tutte hanno molto da trasmettere ma non sanno come farlo o non possono farlo.
Sempre più imprenditori e manager, finalmente anche in Italia!, si rendono conto che un ghostwriter è un ottimo investimento: poca spesa tanta resa, giusto per utilizzare uno slogan che fa cogliere al volo il concetto. Sempre più professionisti hanno compreso quanto sia essenziale presentarsi, con le parole, ma anche ‘arrivare’ al target giusto. Sempre più aziende abbracciano lo storytelling.
Certamente bisogna sceglierlo con cura, il ghostwriter. Lo scrittore fantasma, la penna (o la tastiera) invisibile, l’ombra delle parole, diventa espressione dell’autore, deve quindi aderire al suo spirito come un vestito sartoriale. E non solo. Spesso il ghostwriter è un filtro, un termometro, una bussola, un intervento di pronto soccorso. Perché è uno del pubblico, il ghostwriter. Legge, studia, sta sui social, va al cinema, segue la musica, ascolta i tg, ha una visione allargata, trasversale, è allenato a interagire, è abituato a captare ogni segnale, ha un fiuto addestrato.
Io, come tutti i colleghi ghostwriter, scrivo per conto altrui con la passione con la quale scriverei per me. Perché il ghostwriter non racconta mai ‘solo’ per lavoro, racconta perché non potrebbe vivere bene senza raccontare. Perché io mi rendo conto che non sarei quella che sono se non fossi cresciuta ogni giorno con il tesoro di ogni mandato, di ogni incarico, di ogni servizio. Perché lo scrittore ombra sente l’aria che tira, sta lì a dialogare sul web, sa governare le emozioni e i commenti, ha sempre voglia di avventure e non si stanca mai.

Qualche volta amici e conoscenti mi chiedono quali committenti preferisco, quale genere, in quali contesti. Non so rispondere. Un po’ di me splende ovunque e in ognuno e questo rende tutti preziosi. E poi davvero, ogni storia, ogni sfida, ogni settore, ogni obiettivo, è un piccolo grande mondo di cui godere.

venerdì 5 maggio 2017

Il lavoro è amore e valore

Scrivo. Al servizio di personaggi pubblici e artisti. 
Scrivo. Storytelling aziendale, brand storytelling, comunicazione sui social.
Scrivo. Saggi e narrativa. Di psicologia, sociologia, economia aziendale.
Scrivo. Il romanzo sentimentale, la storia maledetta, il fantasy, il racconto on the road.
Scrivo. Libri, blog, testi per siti.
Scrivo. Sempre di più, in ambiti differenti, in un crescendo di emozioni e conoscenze.
Negli anni la mia risorsa è diventata la trasversalità. Il polso di situazioni, persone, realtà molto diverse. La bellezza delle contaminazioni, la forza degli incroci e dei risvolti. L'esperienza, un patrimonio di nozioni e sentimenti, un bagaglio di percorsi e sperimentazioni. L'evoluzione umana, prima che professionale. Si, evoluzione.
Oggi mi rendo conto che i miei incarichi si moltiplicano, che la soddisfazione dei committenti cresce. In tempi di crisi e di scarse opportunità il mio successo è un privilegio.
Io non ho una 'struttura', lavoro personalmente e direttamente, senza filtri e sostegni. Mi metto in gioco, tutto il giorno ogni giorno. Studio e imparo, continuamente. Ascolto, leggo, interagisco, rifletto, senza sosta. 
E questa piccola grande avventura è il mio tesoro. Quello che è a disposizione della clientela. La mia testa, le mie mani, il mio entusiasmo, la mia passione, il mio impegno.
E' questo, solo questo, a fare la differenza. Per me niente è standard, non esistono generi, non applico formule. Ogni storia, ogni contesto, ogni autore, ogni sogno, ogni scopo è un cammino esclusivo. Esclusivo. 
Faccio queste considerazioni nell'amara percezione che il lavoro, spesso, non sia sentito come un 'valore'. Per me lo è, enorme. Vedo routine e pigrizia. Vedo cose fatte in modo grossolano. Vedo molti schemi e poca anima. Ecco, sono felice di non cedere mai. 

giovedì 27 aprile 2017

Nuda come un ghost writer

Come ghost writer mi spoglio. Mi spoglio dei miei panni per entrare in quelli dell'autore. Mi spoglio dei miei pensieri per incontrarne altri, certamente...Ma mi spoglio anche dei limiti, dei pregiudizi, delle paure. Mi spoglio della corazza e lavoro nuda, per vivere liberamente l'avventura di una storia, di una saggezza, di un viaggio. 
Come ghost writer godo, di questa nudità. E' quella che mi fa sentire tutto sulla pelle, senza barriere. E' quella che mi espone al vento e mi rende leggera. E' anche quella che mi fa prendere il sole donandomi nuovi colori. 
Talvolta fa freddo, altre volte sotto i piedi sento le asprezze del cammino. Ma sempre accade che io entri nell'altra dimensione con tutta me stessa. Non è affatto una contraddizione. Lo scrittore fantasma fa un buon servizio di ghostwriting quando lavora nudo, non quando non ci mette l'anima.

sabato 22 aprile 2017

Qui e ora

La natura fa il suo corso, la primavera non si ferma, siamo noi che domani potremmo non esserci.

Questo è il contrario di una resa, al disegno del ‘destino’. Il nostro potere sulla vita resta enorme. Enorme. Solo che ha un solo momento per essere esercitato ed è adesso. Qui e ora. Già, oggi è il solo giorno che dovremmo conoscere, l’unico che possiamo vivere davvero.
Per quanti fiori possano essere recisi la primavera è nell’aria, sboccia ancora, colora il mondo. Per quanti dolori possano abbattersi su di noi, il respiro non cessa, a ricordarci che ci siamo e possiamo annusare la primavera.
Lui l’ha provato, lo smarrimento. Non aveva più voglia, così dice. Voglia di respirare e annusare. Solo che così non si riconosceva, allo specchio.
Improvvisamente gli sono tornate alla mente delle parole, le parole della vecchia nonna che suonavano dall’album dei ricordi: “goditela, la tristezza che ti capiterà, serve a farti rincorrere la gioia”.
Guai a confondere la tristezza, inevitabile alla sensibilità dell’animo, con il cinico disincanto o con la prostrazione. Ecco, lui stava scivolando fuori, oltre la tristezza, per questo non si riconosceva.
E allora ha pianto, tutte le lacrime della sua pena. Pianto, pianto. Fino a desiderare la gioia, a immaginarla, a invocarla. A sentirla. Sentirla nella primavera che non si ferma.

Ogni parola che ho cercato dentro di me è stata un fiore. Un fiore che non può essere tagliato.

giovedì 6 aprile 2017

Un colpo secco alla nuca e un libro

Qualche volta quello che vogliamo è solo un po’ più in là. Della pigrizia, dell’insicurezza, della paura. Ma quel ‘solo’ per noi è solco, barriera, spettro.
Restiamo paralizzati al di qua, un passo prima di quel salto in lungo, in alto, nel buio.
Talvolta è provvidenziale una spinta. Qualcosa che ci prende alle spalle e ci catapulta in quel ‘solo’ che ci apre la porta di quello che vogliamo.
Fin qui siamo alle parole. Già, non bastano quasi mai, le parole, quando siamo pigri, insicuri, impauriti. O forse bastano a combattere la pigrizia ma lasciano l’insicurezza e la paura toste e fiere al loro posto. Toste e fiere perché è quasi così che capita, albergano in noi quasi ne avessero ragioni e diritti.
A lui è stato un dolore, l’ennesimo, ad arrivargli addosso secco, come un colpo alla nuca, facendolo franare. Letteralmente. E’ proprio caduto, nel buco nero che era il ‘solo’ che non riusciva ad affrontare. Nella caduta libera urlava, si dimenava, cercava appigli. Veniva fuori tutto: quello che avrebbe perso, quello che vedeva, quello che non aveva fatto. 
E allora quello che voleva è diventato la nuova realtà.
Lo so, sembra un colpo di bacchetta magica e in fondo un po’ lo è. Mica capita a tutti, di svegliarsi nel bel mezzo di un sogno esaudito. Però ora che lo racconta in un libro offre uno spunto e una mappa molto interessanti, quasi pare che i desideri si possano realizzare tutti, basta essere disponibili a farsi assestare un colpo alla nuca…

Il mistero è d’obbligo, sono un ghost writer, ma l’avventura -credetemi- è di quelle che ribaltano, colorano, elettrizzano le prospettive.   

giovedì 9 marzo 2017

Peggio di così non può andare

Peggio di così non può andare.
Spesso questa consapevolezza libera energie e creatività.
In effetti non molliamo, semplicemente ci affranchiamo da qualsiasi appiglio e l’appiglio, ricordiamolo, può essere un lacciuolo, un riferimento vecchio e stanco, esattamente la cosa che ci ha trascinato nei guai, una zavorra.
Ecco che a volte, chi tocca il fondo, ha risorse magnifiche, per risalire.
Sono risorse emotive. Sono fantasie che altrimenti rimarrebbero soffocate nelle abitudini, nei rinvii, nelle paure. Sono le ricchezze interiori che si accumulano con la conoscenza del dolore o della tristezza o della fatica.
Si accendono parecchie luci, quando peggio di così non può andare. Una di queste è la capacità di sognare e sperare, quasi di costruirsi un mondo immaginario dove tutto funziona. Già. Ed è proprio lì che inizia il percorso di risalita.

Più che scrivere storie, credo nel loro cammino.

venerdì 20 gennaio 2017

Il libro anticellulite

Evviva. Già sento il coro. Finalmente arriva nero su bianco una portentosa storia anticellulite.
Ha sbalordito anche me, l’incontro con questa ricetta divertente e infinitamente originale. Efficace? Oserei dire risolutiva! L’idea è di una committente dalla fine psicologia e dalla calda verve. Ironica, intelligente, ‘fottutamente’ perspicace e irriverente. Di una irriverenza garbata, piacevole, illuminante.
Questo significa tradurre una traccia in una narrazione non solo avvincente ma anche adeguatamente brillante e tenera insieme. In fondo si tratta di una piccola grande rivoluzione…Le parole incantano, seducono, spiegano, accompagnano. Et voilà, a fine lettura la cellulite scompare. Un libro veramente prodigioso.

Che incarico felice, ammaliante, allettante, frizzante!

martedì 17 gennaio 2017

Giocare con il paradosso

Sinteticamente, dal vocabolario Treccani, dicesi paradosso ciò che va contro l’opinione o contro il modo di pensare comune, e quindi sorprende perché strano, inaspettato. E nei sinonimi troviamo assurdo, contraddittorio, illogico, incoerente, incongruente, insensato, irragionevole, irrazionale.
Talvolta incredibile ma vero.
Ecco, una narrazione sul filo del paradosso sbalordisce, insinua il dubbio o diverte. Lui però ci ha proprio giocato, con il paradosso. Il racconto parte da lì e torna lì, si snoda su quella ‘logica’ che sembra non esserci eppure forse rivela un possibile che non ci aspettiamo.
Irriverente e stupefacente. A tratti di una comicità incontenibile a tratti marcatamente riflessivo e malinconico. Una specie di viaggio oltre le righe, sempre sul filo del rasoio, a un passo dal grottesco ma delicatamente elegante.
C’è da sorridere, parecchio, in questa ricerca di un buon senso alternativo.

In fondo tutto è vero niente è vero.

mercoledì 11 gennaio 2017

Chick lit: sentimenti in ironia

Quando gli anni ’90 hanno inaugurato la letteratura chick lit, grazie soprattutto ad autrici britanniche e statunitensi, la rivoluzione del classico romanzo rosa aveva il senso del tempo, dei cambiamenti culturali, delle tendenze post-femministe. Donne, spesso single e in carriera, diventavano protagoniste di racconti dal tono sentimentale ma dallo stile umoristico.
Negli anni il genere non si è fermato, si è anzi affermato. Anche in Italia, con molte valenti espressioni, dalla Casella alla Bosco passando dalla Bertola alla De Paoli o alla Cucciari, con sfumature e direzioni sempre più strettamente connesse alla realtà in divenire.
Con tagli e linguaggi irriverenti, con aperture agli argomenti sessuali, con un romanticismo on the road o con sfumature legate al mondo del lavoro, i libri del genere colgono la società al femminile nella sua essenza e nelle sue trasformazioni, il suo rapporto con la società al maschile, le evoluzioni anagrafiche del costume e delle scelte, il variegato spazio dell’amicizia, le manie e i sogni di eroine della storia quotidiana.
Talvolta c’è ironia, altre puro divertimento altre ancora introspezione ma quasi sempre sul filo di un flusso lieve, sciolto, frizzante.
Oggi si fanno largo prepotentemente autrici che cercano di sorridere anche della solitudine ma che, nello stesso momento, lanciano un amo. Alle altre donne, agli uomini, alla comunità di lettori: non è forse ora di tornare all’amore, alla comunicazione profonda, ai legami di affetto solidi e duraturi? Davvero non ci mancano? Sono autrici moderne, che non vogliono rinunciare al progresso eppure…sentono un vuoto di valori che non hanno più paura a confessare. Non si usava quasi più, accennare a valori andati perduti e invece eccoli, ricompaiono, coraggiosamente e appassionatamente.

Cosa e come vogliono essere le donne del 2017 in un libro della chick lit?

lunedì 9 gennaio 2017

Parla piano e fatti sentire forte

Lui sussurra ma ti arriva addosso come una baldoria emotiva. Sa toccare le corde giuste, con delicata potenza. Ha quel vigore dolce delle cose buone, quel tocco suadente che persuade, quell’entusiasmo che coinvolge, quella generosità che regala speranza.
La sua è una storia piana, senza strepiti e proclami. Una di quelle storie apparentemente ordinarie che scrivono realtà sbalorditive.

Ti entra nelle ossa poco alla volta come l’aria fredda che si alza lenta e diventa bufera. Quando ti accorgi che è forte sei già disarmato. Bellissima e intensa esperienza, da scrivere e leggere per sfidare i giorni.

giovedì 5 gennaio 2017

Quando l’amore arriva via e mail

Se la corrispondenza di amorosi sensi affidata alle lettere vergate a mano, affrancate e imbucate ha subito una battuta d’arresto si è fatta largo la comunicazione sentimentale via e mail.
Lei, romanticamente, le ha conservate tutte, quelle lettere elettroniche. Quelle che colmavano la distanza e facevano fitti i piccoli e grandi scambi sulle emozioni quotidiane e sui sogni. Con un linguaggio solo moderatamente moderno, senza le sigle, le emoticon e le abbreviazioni che hanno ridotto l’amore a un cuore e a un forever digitato in fretta con un sms.
Confronti serrati e carezze lieve, tra le righe di un mezzo potente che trasmette e riceve subito.
Adesso sono vicini e non hanno bisogno di raccontarsi e amarsi attraverso la connessione a internet ma quelle missive dal loro cuore possono approdare sulle pagine di un libro. Un libro di un’intensità affascinante, a tratti esilarante a tratti commovente. Bello di realismo e di carica emotiva.

Una storia in cui ritrovarsi ma anche un bagno di passione da immaginare e sperare…

lunedì 2 gennaio 2017

2017

Penso, desidero, sogno, che sia un anno di grazia. Corrono 20 anni da quel 1997 e allora in cuor mio so che devo, voglio e posso mantenere i propositi, realizzare i progetti, esaudire le brame della fantasia. Al lavoro!

martedì 20 dicembre 2016

Il libro da bere

E’ un libro da bere perché puoi sorseggiarlo o scolarlo in un fiato. Va giù bene.
Abbiamo sciolto i nodi della scrittura. Quelli di una ricercatezza talvolta estremi, quelli fatti per tenere insieme realtà e fantasia, quelli messi lì a colmare qualche passaggio fiacco. Adesso scorre a meraviglia.
Ci siamo presi la libertà di narrare senza pensare ai fronzoli. Abbiamo goduto, a lasciare che l’essenziale prendesse il volo senza spinte. Mica nudo e crudo. Semplicemente avvolto nella sua poesia primitiva.

Si, un libro da bere. Sprofondati in poltrona, con un sorriso lieve stampato in faccia e la voglia di sapere come andrà a finire.