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sabato 19 dicembre 2015

Vuoi scrivere la storia della tua impresa?

Vuoi scrivere la storia della tua azienda, la grande avventura della tua vita, la vetta del successo che hai scalato, il sogno che hai realizzato con volontà e fatica. Ti capisco! E’ l’orma che lasci, un regalo che ti fai, un ringraziamento alla vita. E, perché no, un piccolo grande gesto verso i lettori, quelli che si immedesimeranno, quelli che si commuoveranno, quelli che si divertiranno…
Hai lì un racconto e un desiderio ma non sai come muoverti. Di scriverla non se ne parla, non è nelle tue corde o non hai tempo.
Eppure rinunciare sarebbe triste, molto triste.
Narrare vuol dire elaborare, conservare, consegnare. E’ una memoria senza fine.
Un ghostwriter, uno scrittore fantasma insomma, proprio per questo si prende cura della tua storia. L’accarezza, la respira e la rende parola in viaggio.

Sono qui, al tuo servizio.

lunedì 14 dicembre 2015

Io, ghostwriter

Gli autori mi affidano un piccolo, grande mondo che senza di loro non conoscerei.
Io, ghostwriter, ho il privilegio di allargare le mie percezioni, di godere di emozioni enormi, di misurarmi con atmosfere sempre nuove.
Non solo.
Io, ghostwriter, mi spoglio, assorbo nella naturale nudità interi scenari di pensieri, sogni, passioni, tormenti, viaggi e infine trovo abiti diversi nel mio guardaroba. Evolvo, libera da ogni schema. Scopro, assaporo, sperimento. Affronto tutte le sfide, oltrepasso qualsiasi mio limite.
Io, ghostwriter, cresco e accumulo un tesoro inestimabile.

mercoledì 9 dicembre 2015

Il ghostwriter dei manager

Top manager con ghostwriter se ne contano parecchi ma soprattutto all’estero. In Italia si sta diffondendo o consolidando oggi il servizio di ghostwriting per manager. Insomma qualcuno ha appena affidato l’incarico e qualcuno inizia ora a verificarne effetti e risultati.
Il lavoro è lungo, profondo e complesso. Presuppone innanzi tutto la costruzione di un rapporto di fiducia, poi passo dopo passo una collaborazione strutturata nel tempo. Dove c’è grande tradizione, come negli Stati Uniti e nei Paesi anglosassoni è più ‘facile’ perché imprenditori, dirigenti, uomini d’affari e manager sono avvezzi al ruolo fondamentale del ghostwriter.
In Italia è invece ancora diffusa un’idea di amministratore delegato che fa comunicazione diretta però il momento culturale e sociale e la globalizzazione richiedono altro. Ci vuole un professionista competente che sappia, da un lato intercettare i bisogni e le aspettative del pubblico e dall’altro proiettare il top manager, il capitano d’industria, il dirigente, sul mercato. Il ghostwriter è un ponte perfetto. Non solo, è proprio lui che può allargare gli orizzonti e dare respiro al suo committente. Questi è per lo più un uomo d’azione, con poco tempo per gli approfondimenti culturali, le finezze del linguaggio, il contatto con la realtà di strada o gli immensi movimenti internazionali. Il ghostwriter è lì a colmare quel gap.
Peraltro il ghostwriter dei manager è anche quello che sa operare con le dovute differenze e strategie su più fronti: dal libro, al blog, ai social media.
Contenuti di qualità con la giusta chiave di incisività.
E’ una delle sfide che amo di più, da ghostwriter.
Ho studiato un approccio molto peculiare che si sta rivelando vincente.
Non è opportuno che io lo illustri qui e, comunque, la regola essenziale è ‘personalizzare’, sempre…Quindi, ecco, a ciascuno la strategia di comunicazione adeguata.

lunedì 7 dicembre 2015

Per chi scrive uno scrittore fantasma

Professione ghostwriter
La domanda che più frequentemente mi viene rivolta è <per chi> ed è anche quella alla quale non posso che rispondere in modo generico. Guai a fare nomi o a fornire indizi che possano far riconoscere i miei committenti. Il riserbo e il rispetto del diritto d’autore sono essenziali.
Sono il ghostwriter di autori, artisti, professionisti, imprenditori, personaggi pubblici. Gli ambiti sono molto diversi e proprio questo moltiplica e vivacizza gli stimoli. Sono persone che hanno una storia in testa, un lavoro che richiede un grande sostegno alla comunicazione, un ruolo che assorbe troppo tempo perché ne resti loro da dedicare a ciò che devono o vogliono scrivere.
Il ‘dono’ della scrittura non è di tutti? Certo, questo è uno dei motivi per cui cercano uno scrittore fantasma, uno che lavora di pensiero e tastiera.
Però devo dire che non credo affatto si possano scrivere libri, gestire blog, stendere relazioni, curare i profili social di Tizio o Caio in virtù di quello che chiamiamo talento. Il mestiere richiede applicazione, molta applicazione. Lettura, studio, esercizio e notevole umiltà.
La passione è un motore eccellente ma occorre essere disponibili a mettersi perennemente in discussione.

Mai dare qualcosa per scontato, avere curiosità e voglia di imparare sono imperativi. Poi c’è il fattore emotivo: dosare il coinvolgimento è un mix di carattere e esperienza.

sabato 5 dicembre 2015

Rendi virale il tuo pensiero

Nell’epoca di internet la diffusione ‘virale’, ovvero in modo rapido e capillare, è entrata nella nostra quotidianità. Una moda, una frase, un video, una canzone, possono schizzare all’attenzione di centinaia, migliaia, milioni di persone in un tempo infinitesimale.
Addirittura c’è da avere cura dell’eventuale effetto boomerang. Possiamo diventare in un baleno, tanto per intenderci, popolari o impopolari. Sarebbe buona cosa dunque essere attrezzati mentalmente, innanzi tutto. Questo significa avere padronanza non solo e non tanto con il mezzo quanto con la gestione di quello che mettiamo in rete.
Se ne parla e non poco a proposito di informazione e gossip perché sono ambiti sensibili, nei quali la notizia che corre ha immediata risonanza e strascichi o risvolti più o meno accesi e forti. Spesso si presta invece minore attenzione alla divulgazione del pensiero e alla sua possibile viralità, appunto. Alludo a concezioni, teorie, filosofie, principi che davvero possono insinuarsi, fare leva, prendere il volo, smuovere anime.
Perché, tra l’altro, quando si fa riferimento a quest’ultimo caso e alla potenza della rete, si punta il dito più che altro sul fronte ‘cattivo’ o negativo?
Perché è di molti illuminati, dotti, buoni, geniali pensatori affidarsi poco, davvero poco, a quell’enorme strumento di divulgazione che è il web. Qualcuno arriccia il naso alla tecnologia con la quale non ha pratica confidenza, qualcuno è attaccato alla carta, qualcuno teme di svilire il messaggio nel mare magnum di contenuti minori, altri coltivano ancora il pessimo vezzo di una cultura d’elite che non può o non deve arrivare a tutti almeno potenzialmente.
In verità non solo audaces fortuna iuvat (la fortuna aiuta gli audaci), c’è molto di più. L’evoluzione presuppone trasmissione, una conoscenza di pochi tarpa le ali alla conoscenza stessa, il successo di un pensiero è l’unico modo per donargli una vita. Bisogna dunque farlo, questo salto.
Ecco, rendere virale un pensiero.
Ci sono blog che veicolano studi straordinari, sono fonte inesauribile di sapere ed interazione, danno alla luce veri e propri fenomeni culturali.
Il ghostblogger, rigorosamente dietro le quinte, sa muoversi con i tempi e il linguaggio che il pensiero richiede.

Che la buona viralità sia con noi!

lunedì 30 novembre 2015

Recensioni libri

Negli anni ho scritto moltissime recensioni, anche in campo musicale, teatrale, cinematografico ma soprattutto di libri.
Forse quello dei libri è anche il piccolo e simpatico prurito che ho da sempre. La lettura ha iniziato ad appassionarmi da bambina ed è entrata stabilmente nella mia vita. Anzi, oggi talvolta mi accorgo –paradossalmente- di leggere un pochino pochino pochino meno di prima…accidenti, come sono tiranni il tempo e gli impegni!
Non ho tenuto il conto dei libri letti. Adesso quasi mi dispiace. Oh non che abbia chissà quale significato il numero, per carità, però chissà forse oggi appagherebbe una mia graziosa e vivace curiosità.
Comunque, riprendendo il filo, negli anni ho ricevuto davvero molti complimenti e ringraziamenti dagli autori e talvolta perfino dagli editori. Potevo pur comprendere fossero graditi gli eventuali entusiastici apprezzamenti ma spesso trovavo un calore speciale e una nota puntuale e ricorrente nelle righe che mi mandavano…
Già, non ci sarebbe voluto granché a intuirne la ragione ma, candida, ho dovuto proprio scoprirlo, accertarlo, toccarlo in modo pieno e profondo.
Ecco perché mi trovo a scrivere un post che associa la lettura alle recensioni!
Ed ecco perché agli autori è sempre arrivata dritta e chiara la percezione che avessi letto e meditato sul libro…
Non ho mai assunto la veste di critico letterario, ho scritto da lettore. Questo fa una differenza enorme. Non scredita affatto i critici professionisti, ci mancherebbe. E’ semplicemente altro. Ha un’altra marcia. Forse non ha lo stesso valore di quella fatta da chi ha il mestiere in testa ma la recensione di pancia e cuore è quella che sta sulla stessa lunghezza d’onda del pubblico.

Detto ciò faccio un salto su un altro blog e scrivo una bella recensione. Si, mi piace!

martedì 24 novembre 2015

Occhiolino e quarta di copertina

Titolo e copertina, specie per l’autore esordiente o poco noto, sono molto importanti. Per il lettore sono ‘il primo impatto’ con l’opera.
C’è un lavoro, dietro. Ma c’è anche un lavoro dentro, quello del racconto, del romanzo, della biografia, del giallo. Quello dell’autore, con il suo stile e i suoi pensieri. Quello della trama, che ha sempre qualche punto più forte qua e là.
Il titolo e la copertina dunque sono un amo ma anche un assaggio. Perfino quelle volte che sembrano lontane anni luce dalla storia…Già, comunque rappresentato qualcosa, magari un substrato, un grido, una carezza di chi l’ha scritta. Poi certo c’è lo zampino del grafico, altrettanto importante perché il risultato sia piacevole, originale, significativo.
Ma…chi non ha letto la quarta di copertina prima di comprare un libro?
La calamita di una frase o di una manciata di frasi, un biglietto da visita che ci consegna la voglia di andare a fondo, una provocazione o una riflessione soave e avvolgente.
Qualche volta è terribile, bisogna dirlo, accorgersi a fine lettura che le uniche frasi ‘memorabili’ erano quelle della quarta di copertina. Però tante volte, e meno male!, sono solo i primi bocconi di una pietanza davvero gustosa!
E infine c’è l’occhiolino, quello strizzato lì, proprio sotto il titolo e l’immagine di copertina…roba che può essere da capogiro.
Diego De Silva è un grande, un grandissimo, lo leggerei senza titolo, copertina, quarta e occhiolino eppure lo prendo ad esempio…è magia pura <Spesso la gente non ha le emozioni chiare, altro che le idee>.