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mercoledì 9 dicembre 2015

Il ghostwriter dei manager

Top manager con ghostwriter se ne contano parecchi ma soprattutto all’estero. In Italia si sta diffondendo o consolidando oggi il servizio di ghostwriting per manager. Insomma qualcuno ha appena affidato l’incarico e qualcuno inizia ora a verificarne effetti e risultati.
Il lavoro è lungo, profondo e complesso. Presuppone innanzi tutto la costruzione di un rapporto di fiducia, poi passo dopo passo una collaborazione strutturata nel tempo. Dove c’è grande tradizione, come negli Stati Uniti e nei Paesi anglosassoni è più ‘facile’ perché imprenditori, dirigenti, uomini d’affari e manager sono avvezzi al ruolo fondamentale del ghostwriter.
In Italia è invece ancora diffusa un’idea di amministratore delegato che fa comunicazione diretta però il momento culturale e sociale e la globalizzazione richiedono altro. Ci vuole un professionista competente che sappia, da un lato intercettare i bisogni e le aspettative del pubblico e dall’altro proiettare il top manager, il capitano d’industria, il dirigente, sul mercato. Il ghostwriter è un ponte perfetto. Non solo, è proprio lui che può allargare gli orizzonti e dare respiro al suo committente. Questi è per lo più un uomo d’azione, con poco tempo per gli approfondimenti culturali, le finezze del linguaggio, il contatto con la realtà di strada o gli immensi movimenti internazionali. Il ghostwriter è lì a colmare quel gap.
Peraltro il ghostwriter dei manager è anche quello che sa operare con le dovute differenze e strategie su più fronti: dal libro, al blog, ai social media.
Contenuti di qualità con la giusta chiave di incisività.
E’ una delle sfide che amo di più, da ghostwriter.
Ho studiato un approccio molto peculiare che si sta rivelando vincente.
Non è opportuno che io lo illustri qui e, comunque, la regola essenziale è ‘personalizzare’, sempre…Quindi, ecco, a ciascuno la strategia di comunicazione adeguata.

mercoledì 8 luglio 2015

Il tuo ghost blogger

La smania del sito ha lasciato spazio ai blog.
Già, dopo tutte quelle pagine in html affidate a qualche esperto, poi trascurate da aziende, artisti e personaggi pubblici del tutto (naturalmente) incapaci di destreggiarsi con tale complessità fino a lasciarle giacere in rete senza mai un ritocco o un’integrazione, finalmente il blog ha conquistato il primo posto del gradimento e della visibilità.
Semplice, funzionale e dinamico ha conquistato il cuore di tutti. Peccato che comunque il tempo tiranno e la scarsa voglia facciano spesso il loro corso anche sul blog. Capita così che il blog di un attore, di un’azienda, di un associazione vengano aggiornati con una periodicità pari più o meno ai mutamenti di ere geologiche.
Signore e signori, anzi amici blogger, per chi ha davvero ‘bisogno’ di presenza su internet, esistono i ghost blogger come me. Quelli che si prendono davvero cura delle vostre creature informatiche gestendone immagine e contenuti e perfino interagendo con il vostro pubblico.

E’ bruttissimo un blog nel quale l’ultimo post risale a settimane, mesi o anni addietro, quello sul quale ne sparate tre di fila in preda al delirio della promozione di un tour di concerti o di un libro che approda in libreria o di un convegno di ‘grande richiamo’ e poi non sbarcate per una stagione intera o ancora di più. Il grande richiamo dovete generarlo con la costanza delle parole e delle idee…Costanza vuol dire continuità non spot una tantum.