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sabato 8 agosto 2015

Le frasi giuste

Viviamo nell’era social. Dove tutto, o molto almeno, è ridotto a poche righe, estrapolate qua e là, copiate e incollate, linkate, condivise. Un’aforisma, una citazione, un pensiero lampo.
D’altra parte, diciamolo, anche di un capolavoro, si conservano spesso in memoria solo certi passi. Sono le ‘frasi giuste’. Quelle che ci fanno emozionare, pensare, immedesimare.
E poi in fondo che male c’è? Narriamo lunghe storie ed è bellissimo, talvolta si chiama addirittura letteratura. Ma il post it, la freccia dritta al bersaglio, l’illuminazione, stanno quasi sempre in poche parole. Peraltro less is more. Sempre.
Così il mestiere è anche questo: dare vita alla combinazione di parole che resta impressa, che tocca tutto e tutti, che racchiude chilometri di pensieri.

Per questo mi diverto e mi alleno con frasi social.

giovedì 6 agosto 2015

Narrare è resistere

Narrare è resistere, secondo Luis Sepulveda. E non è difficile intendere l’enorme portata del pensiero, specie a certe latitudini, specie in certe condizioni, specie in alcuni momenti della vita. La mia idea di scrittura, tra amore e terapia, è un po’ figlia di questo pensiero.
da Novecento, A. Baricco
D’altra parte il racconto è anche uno spaccato di realtà, fantasia, emozioni: pagine per sé, per gli altri, per il mondo. Momenti fissati con le parole come se fossero spilli. Giochi, riflessioni, sogni che viaggiano, nei quali magari i lettori si riconoscono o trovano ragione di ridere, piangere, ricordare.
Ma anche via di fuga. Almeno dagli schemi quotidiani, dalle proprie piccole o grandi gabbie, da sentieri già battuti. Già, narrare è anche esserci. In infiniti modi, ovunque, in altre epoche. E’ vestirsi di un’altra pelle. O scoprire qualcosa che se ne stava nel cuore, silenzioso e appartato.
Questo e molto altro ancora. Talvolta riscatto, pura sopravvivenza, gioia, originale risvolto. Guai a sottovalutarla, la buona storia che abbiamo in serbo da raccontare.

Nel mio mestiere di ghostwriter godo di questo privilegio: incontro continuamente magnifiche trame da respirare. Non sarò mai fregata!

martedì 4 agosto 2015

L'arma della sapienza

La cultura non è un vestito, non si indossa, ci plasma. Ecco, si, questione di natura. Perché la cultura non è solo un fatto di libri e studi, è molto di più. E’ tutto ciò che respiriamo, nello spazio e nel tempo. Che poi chi coltiva lettura, arte, musica sia distante dalla violenza è pur vero. Quale animo tanto preso a godere di dimensioni sublimi potrebbe esercitare atti violenti?

Chissà che non si possa apprendere, la pacifica potenza della delicatezza di spirito. Se davvero potessimo armarci a qualsiasi età, condizione, luogo, di sapienza saremmo tutti forti e felici.

venerdì 31 luglio 2015

Elisir di giovinezza

Non dovrebbe mai sfuggire, il valore della lettura. I libri ci connettono al mondo, alla vita, a noi stessi. Tra le pagine, nelle pieghe di ogni storia, troviamo realtà e sogni. E’ nelle parole e nei cammini di ogni personaggio che riconosciamo qualcosa che è stato, scopriamo ciò che non sappiamo, indaghiamo l’immaginazione.
Ci fa compagnia, la lettura. Ci regala un’infinità di emozioni. Ci fa il solletico Non lascia morire la nostra anima. 

mercoledì 29 luglio 2015

Sebastiano Vassalli

Lui solo sa quanto ho amato i suoi libri.
Con Sebastiano Vassalli se ne va un pezzo di letteratura, di storia, di territorio, di cultura, di pensiero. La sua rabbia e il suo bisogno di scrivere per vivere in altre storie hanno prodotto capolavori indimenticabili, un patrimonio inestimabile.
<La poesia è vita che rimane impigliata in una trama di parole. Vita che non appartiene più a un corpo né a un tempo o a un’epoca. Non è più legata a nulla>. Ecco, penso che anche i suoi romanzi –per quanto lui li distinguesse molto dalla poesia- erano (e restano) pagine di vita impigliate in una trama di parole.

Grazie di tutto, Sebastiano Vassalli.

martedì 28 luglio 2015

La vita di giorno

C’è sempre la notte. Per i pensieri, gli incubi, le trasgressioni. Insomma lo spettro o il rifugio delle tenebre, come se la luce fosse solo per la vita apparente, ordinaria e ordinata.
Spero non sia davvero così la realtà, cari autori. E, se anche fosse, è magnifico osare e narrare proprio in piena luce. Il mattino ha l’oro in bocca, ricordiamocene. Non vi annoia il risvolto continuo? Di giorno tutto è bianco, di notte tutto è nero. No, suvvia!

Le trame dei libri sono come ciambelle, devono uscire con il buco. A restare serrati nello schema non se ne cavano grandi storie…Ascoltate un ghostwriter che ne scrive e ne legge tante!

martedì 21 luglio 2015

L'anima del libro

Certo, ogni libro ha un’anima. E non è quella dell’autore. Fatto e finito si emancipa da chi l’ha scritto e si avvia per il mondo in assoluta autonomia.
Un po’ come Pinocchio, da burattino di legno a bambino.
E d’altra parte anche i lettori non possono rivendicare qualcosa su quella storia. La godono e la interpretano come gli pare, senza alcun limite, ma non potranno mai cambiarle o rubarle l’anima. Così vanno le cose quando i sentimenti e le avventure diventano parole, fanno giravolte, si abbracciano, partoriscono, sparano, urlano, piangono, si ubriacano.
Tutti ne perdono il controllo. Le emozioni peraltro il più delle volte stanno proprio lì, in quell’anima che vive oltre noi.
Detto questo gli autori, pur così affezionati alle loro creature e alle loro scelte, non possono che diventare spettatori. Magari sorridendo o disperandosi ma senza mai poter interrompere quel corso o deviarlo o cancellarlo. Neanche nelle serie, nelle decalogie…mai. Ogni volta, ad ogni tomo, sviluppo dopo sviluppo, è sempre l’anima del libro a camminare o volare in terra e in cielo.

Pure il ghostwriter lo sa bene. Anzi, si diverte molto a contribuire alla magia di quest’anima che si ‘materializza’ tra le pagine.