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giovedì 6 agosto 2015

Narrare è resistere

Narrare è resistere, secondo Luis Sepulveda. E non è difficile intendere l’enorme portata del pensiero, specie a certe latitudini, specie in certe condizioni, specie in alcuni momenti della vita. La mia idea di scrittura, tra amore e terapia, è un po’ figlia di questo pensiero.
da Novecento, A. Baricco
D’altra parte il racconto è anche uno spaccato di realtà, fantasia, emozioni: pagine per sé, per gli altri, per il mondo. Momenti fissati con le parole come se fossero spilli. Giochi, riflessioni, sogni che viaggiano, nei quali magari i lettori si riconoscono o trovano ragione di ridere, piangere, ricordare.
Ma anche via di fuga. Almeno dagli schemi quotidiani, dalle proprie piccole o grandi gabbie, da sentieri già battuti. Già, narrare è anche esserci. In infiniti modi, ovunque, in altre epoche. E’ vestirsi di un’altra pelle. O scoprire qualcosa che se ne stava nel cuore, silenzioso e appartato.
Questo e molto altro ancora. Talvolta riscatto, pura sopravvivenza, gioia, originale risvolto. Guai a sottovalutarla, la buona storia che abbiamo in serbo da raccontare.

Nel mio mestiere di ghostwriter godo di questo privilegio: incontro continuamente magnifiche trame da respirare. Non sarò mai fregata!

venerdì 31 luglio 2015

Elisir di giovinezza

Non dovrebbe mai sfuggire, il valore della lettura. I libri ci connettono al mondo, alla vita, a noi stessi. Tra le pagine, nelle pieghe di ogni storia, troviamo realtà e sogni. E’ nelle parole e nei cammini di ogni personaggio che riconosciamo qualcosa che è stato, scopriamo ciò che non sappiamo, indaghiamo l’immaginazione.
Ci fa compagnia, la lettura. Ci regala un’infinità di emozioni. Ci fa il solletico Non lascia morire la nostra anima. 

mercoledì 14 gennaio 2015

Narrare...è esistere

Ricordo bene, con tutto l’amore di lettrice, che per il grande Luis Sepulveda narrare è resistere. D’altra parte con tutta la sua esperienza umana, sociale e politica la resistenza equivale alla più passionale reazione di sopravvivenza e di riscatto. Romantico, disperato e meraviglioso concetto che ho sempre sentito anche ‘un po’ mio’.
A livello professionale mi piace una versione modificata: narrare è esistere. E’ quello che vorrei provassero i miei committenti, gli autori che mi consegnano una storia affinché io la traduca in racconto o romanzo. Non per indurli a velleità letterarie, sia chiaro. E neanche per alimentare in loro la sensazione di avere in testa chissà quale clamorosa idea da dare alle stampe.
Per passione, solo per passione. Si tratta di un vero sentimento di rispetto e dedizione, per la storia che hanno vissuto o immaginato o inseguito. Per quella che potrebbe ritrovarsi tra le pagine di un libro, appunto. Ecco, mi piace che partano con un sorriso: narrare questa storia per me è esistere.
Non è questione di successo assicurato. E’ che l’avventura di un incarico a un ghostwriter su una premessa così è già il migliore dei viaggi possibili.
Nero su bianco che abbraccia, soddisfa, emoziona, rasserena.

D’altra parte, se la correttezza impone di non creare illusioni, suggerisce anche di trasmettere una bella e profonda complicità: se per te, caro potenziale cliente, il significato o l’atmosfera o i risvolti della tua storia devono prendere il volo per poter raggiungere altri non farti mai frenare dalla paura o dall’insicurezza. Può darsi tu abbia in mano un tesoro che non deve restare sconosciuto.