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venerdì 10 luglio 2015

Il libro nel cassetto

Più che il libro molti tengono l’idea, nel cassetto. Hanno una bella storia in testa ma non si raccapezzano con la struttura, lo sviluppo, la grammatica e dintorni. La bella storia così è destinata a morire con loro, a non vedere la luce su carta, a non viaggiare, a non essere conosciuta.
Scopro che molti non sanno che esiste il ghost writer, l’uomo o la donna di penna e tastiera, che fa esattamente al caso loro. Già. Al ghost writer si può consegnare l’idea in pochi appunti di bozza e una narrazione e lui/lei è pronto a mettersi all’opera.

Ne vale la pena! Non tenete quella preziosa trama solo nei vostri sogni, lasciate che diventi un romanzo e fili dritto in stampa. O, quanto meno, provateci. Il ghost writer è in grado anche di curare tutti gli aspetti che possono ‘arricchire’ il nucleo di base, in termini di stile, dettagli, risvolti. Il cammino magari non è tanto arduo come lo immaginate. 

mercoledì 8 luglio 2015

Il tuo ghost blogger

La smania del sito ha lasciato spazio ai blog.
Già, dopo tutte quelle pagine in html affidate a qualche esperto, poi trascurate da aziende, artisti e personaggi pubblici del tutto (naturalmente) incapaci di destreggiarsi con tale complessità fino a lasciarle giacere in rete senza mai un ritocco o un’integrazione, finalmente il blog ha conquistato il primo posto del gradimento e della visibilità.
Semplice, funzionale e dinamico ha conquistato il cuore di tutti. Peccato che comunque il tempo tiranno e la scarsa voglia facciano spesso il loro corso anche sul blog. Capita così che il blog di un attore, di un’azienda, di un associazione vengano aggiornati con una periodicità pari più o meno ai mutamenti di ere geologiche.
Signore e signori, anzi amici blogger, per chi ha davvero ‘bisogno’ di presenza su internet, esistono i ghost blogger come me. Quelli che si prendono davvero cura delle vostre creature informatiche gestendone immagine e contenuti e perfino interagendo con il vostro pubblico.

E’ bruttissimo un blog nel quale l’ultimo post risale a settimane, mesi o anni addietro, quello sul quale ne sparate tre di fila in preda al delirio della promozione di un tour di concerti o di un libro che approda in libreria o di un convegno di ‘grande richiamo’ e poi non sbarcate per una stagione intera o ancora di più. Il grande richiamo dovete generarlo con la costanza delle parole e delle idee…Costanza vuol dire continuità non spot una tantum.

mercoledì 1 luglio 2015

Più giallo non si può

Alludo al giallo genere letterario. Anzi, al genere letterario. Giallo, nero, rosa, arcobaleno. Il ghostwriter deve aderire all’idea di fondo dell’autore committente, of course. Il fatto poi di calcare le pennellate a dismisura sarebbe evitabile (o meglio da evitare), a mio parere.

Un giallo è bello e buono non perché è più giallo degli altri. Qualità non quantità, ecco. La verità è che talvolta a premere è l’ansia dell’autore, specie se esordiente. Quello che vuole ‘colpire’. Non è propriamente facile far comprendere che si ‘colpisce’ con la qualità però vale sempre la pena di provarci. Questione di rispetto: la professionalità è anche questa cosa qui, dare il proprio parere più spassionato anche a costo di irritare un poco il committente. A ben vedere un servizio di ghostwriting è come il genere letterario: per essere bello e buono deve essere di qualità…

sabato 20 giugno 2015

Prurito erotico

Milo Manara
Sciocco e inutile storcere il naso. Il prurito erotico, umano e universale, ‘spacca’: vale anche per i libri. E non è neanche vero che la Letteratura, quella con la L maiuscola, non possa attraversare il genere. Macché, ben venga l’immortale capolavoro erotico.
Cari autori committenti, la questione è sempre quella della qualità ed originalità. Che anche la chimica dei sensi, la storia dei corpi e delle dinamiche del piacere, il cammino e i risvolti del sesso, delle attrazioni o dei sentimenti hanno infinite sfumature (neanche a farlo apposta!) e livelli di approccio, esplorazione, linguaggio.

Ecco, buon eros a tutti, ghost writer inclusi, con una marcia in più. Che non guasta mai.

domenica 14 giugno 2015

La carta vincente del ghost writer

Alcuni committenti mi chiedono di tirare fuori l’asso dalla manica insomma di promuovermi, in qualche modo.
Già, quando un autore contatta più ghost writer e quindi deve fare una selezione bada a più aspetti: stile, presentazione di approccio, offerta (economica, of course), impressioni ‘a pelle’. Talvolta alla fine chiede: cosa dovrebbe convincermi a dare a lei/tu l’incarico?
Potrebbero esserci molte cose da dire, dipende dal genere, dall’ambito, dal taglio del libro. In effetti è parecchio importante una risposta ‘interessante’ ovvero quella che esprime caratteri o motivi di rilievo specifico e non pomposi e poco attendibili elenchi di generiche e impareggiabili qualità.
Eppure nel cuore la mia carta vincente sostanzialmente è sempre la passione. Supera la mia esperienza, la mia professionalità, le mie competenze, le mie inclinazioni.

E’ una roccia.

domenica 31 maggio 2015

L'empatia del ghost writer

Io non mi fiderei molto, dell’aplomb del ghost writer.
D’accordo sulla ‘serietà del mestiere’ e pure su una certa fermezza ma la gestione un po’ ingessata del professionista a me addirittura sgomenta.
Qualsiasi traccia tu abbia in mente, caro autore, cerca di affidarti a chi ha cura di rispettare l’anima, tua e del libro.
Già, del libro. Spesso si fanno dotti distinguo di genere secondi i quali, ad esempio, figura bene lo scrittore fantasma più alternativo e passionale per il racconto sentimentale, fantasy o umoristico e quello ingiallito e professorale per il saggio o per il romanzo sociale.

Ritengo non sia affatto dimostrato o dimostrabile. Anzi, ripeto, darei molto più peso e valore all’empatia.

venerdì 29 maggio 2015

Lo scrittore fantasma di attori e cantanti

Magritte, Uomo allo specchio
L’artista, inteso come colui che interpreta, recita, porta in scena, può essere anche autore dei testi o dei brani oppure affidarsi o ispirarsi al lavoro e quindi alla penna altrui.
C’è una situazione peculiare, in un certo senso intermedia o mista, di opera diciamo a due teste, per intenderci. Una resta nell’ombra, il ghost writer appunto, l’altra la porta alla ribalta, sul grande schermo, in concerto, alla tv.
E’ una collaborazione sottile e intensa.
Lo scrittore fantasma è infatti al servizio del committente quindi ne porta su carta spirito, temi, inclinazioni. Pensa al pezzo su misura per l’artista, ecco.
Ci vuole empatia? Certo. Ma non bisogna mai prendere sotto gamba volontà, sensibilità, professionalità. Insomma spesso il buon ghost writer la sintonia la ‘crea’ proprio con la passione del mestiere, con la capacità di indossare i panni dell’artista, con quel magnifico impulso che è il viaggio per il risultato ideale.
E’ una questione delicata, che non di rado suscita perplessità e timori, va respirata sul campo, con un pizzico di fiducia e di audacia.
Ne nascono intrecci grandiosi, posso assicurarlo.
Chi ha l’anima da ghost writer riesce davvero a calarsi e a immedesimarsi. Sapete perché? Perché gode, di quel viaggio. Lo considera una delle migliori opportunità di ricchezza interiore. Già, essere qualcun altro, annusare atmosfere nuove, provare qualcosa di sconosciuto, conoscere punti di vista e orizzonti, sfidare il percorso, sono occasioni che non vuole perdere.
Non ha l’orgoglio ingombrante o saccenti vanità. Riesce a mettere il dito e il cuore nella dimensione altrui.

Per me, ghost writer, è pura ebbrezza.