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sabato 28 ottobre 2017

I sogni scritti sono realtà

Scrivili, i sogni!
Non lasciarli mai nel cuore. Non farne malinconia o rassegnazione, dai loro una strada.
Scrivili, i sogni! 
Talvolta i libri sono proprio questo: sogni. Sogni che narrati sono già realtà. E' vero, quando la tua storia vive sulle pagine non è più un desiderio, una chimera, un'illusione. Prende il tuo respiro, cammina per il mondo, accarezza o scuote altri cuori, incontra altri pensieri.
Scrivili, i sogni!
Grazie, per avermi incaricato di scrivere il tuo. Grazie, per tutte le volte che questo ha significato raccogliere un dono e porgerlo, generosamente, a chiunque bramasse leggerlo.

lunedì 23 ottobre 2017

Ghostwriting...a cuore crudo

Ghostwriting…è anche ritrovarsi come esperta nella giuria di A cuore crudo Un amore di spettacolo (il programma di R101 condotto da Marina Minetti è diventato uno spettacolo teatrale e ieri sera, 22 ottobre 2017, ha esordito allo Zelig Cabaret di Milano).
Perché un ghostwriter come me in giuria insieme a Marco Maccarini e Chiara Maffioletti?
Perché Tinder e gli incontri online passano anche attraverso il tocco accattivante delle parole. La seduzione 4.0 ha bisogno di passione e di un pizzico di strategia!

Bellissima esperienza, grande serata, ottime riflessioni sul filo della risata.

giovedì 12 ottobre 2017

Stop agli slogan

La comunicazione è diventata storytelling.
E' così che la pubblicità narra, fa branding, crea e consolida la reputazione del prodotto e dell'azienda, attrae e fidelizza. Parla al cuore e alla testa. 
La reclame spicciola è letteralmente morta. Non genera richiami, non suscita emozioni, non persuade e non stuzzica. Basta. Bombardato dai messaggi secondo i quali ogni cosa era bella e buona, il pubblico non credeva più, non era più attratto e incuriosito. E poi oggi lo stesso pubblico vuole essere protagonista. Cede alla tentazione quando ha la sensazione che quel prodotto lo rappresenti o significhi appartenenza a un gruppo, a un'idea, a una realtà. 
Cosa facciamo noi comunicatori quando siamo al servizio di un marchio? Innanzi tutto tiriamo fuori la sua personalità: cosa lo rende 'speciale', la sua unicità, la sua storia, i suoi valori. 
Perché, cosa e come sono le domande fondamentali alle quali la vision e la mission aziendale devono rispondere. La comunicazione efficace non sta più in uno slogan che entusiasma ma in promesse che possono essere mantenute. Qual è il gancio allora? Quello di dare charme, appunto, alle promesse.
Nessun inganno, bisogna vendere emozioni autentiche.

domenica 8 ottobre 2017

Fai centro con le parole

Le parole sono preziose. Molto preziose. Usale con sentimento, cerca di stringere con loro la migliore
delle alleanze. Abbi cura di ricordare che puoi affidare loro i tuoi segreti, i tuoi sogni, i tuoi doni, i tuoi colpi di genio. Loro, come frecce, andranno dritte al bersaglio.
Le parole sono preziose. Molto preziose. Meritano una grande passione. Scegli quelle giuste per l'occasione, mettile insieme come se fossero anime gemelle, permetti loro di vivere e volare. Fai in modo che arrivino a scaldare, spiegare, persuadere, divertire, emozionare.

giovedì 28 settembre 2017

Crea il tuo successo online

Quanti consigli avete letto per migliorare la vostra visibilità on line?
Quante strategie avete studiato e sperimentato per individuare i contenuti più accattivanti?
Quali escamotage si sono premurati di spacciarvi come miracolosi per attirare una pioggia di like?
Fate memoria di tutto, riflettete su ogni piccola o grande lezione, prendete dimestichezza con tecniche e metodi però...considerate molto bene una cosa che i guru solitamente dimenticano di dire.
Eccola:
odiamo le code (più o meno tutti, non temo di sbagliare generalizzando) però se dentro un negozio c'è ressa e fuori si forma la fila siamo invogliati, invogliatissimi, a curiosare, a entrare, a sapere cosa si vende, perché tutti smaniano comprare, quale meravigliosa offerta si cela dietro la vetrina. Talmente invogliati che faremmo l'odiata coda!
La morale è semplice ma molto importante. Sul web come nella vita la prima claque chiama l'acclamazione popolare. Parenti, amici, vicini di casa, compagni di squadra, colleghi di lavoro: sono loro il punto di partenza. Sono loro che possono, per amore o per cortesia o per forza, accalcarsi sulla vostra pagina facebook, sbirciare il vostro blog, clickare la vostra foto su instagram. Sono loro che condivideranno i post, loro che diventeranno vostri followers, loro che faranno involontariamente eco. 
Inutile puntare il dito con sdegno veemente contro chi paga una manciata di fan. Non è corretto, serve a poco, è un brutto e sporco gioco, e bla bla vari sono sicuramente insindacabili però...ricordate che spesso è l'unica chance per farsi largo tra la folla di proposte virtuali, per attirare qualche attenzione, per stuzzicare l'interesse. È così, far scattare il primo passo ovvero il primo like è un'impresa talvolta così ardua da far gettare la spugna anche a un testardo, romantico, idealista.
Ricapitolando: state pure alla larga dai sistemi spilla soldi in cambio di click, non vi daranno mai la misura di quello che realmente state facendo, non generano alcuna soddisfazione, sono fuochi di paglia e vi fanno sentire e essere un bel pizzico disonesti. Date invece fondo alle preghiere a conoscenti, affini, familiari, amanti, perché si facciano avanti a leggere, guardare, valutare.
In un negozio vuoto purtroppo tendiamo a pensare non ci sia granché di fantastico.
Meglio la coda dell'audacia di provare, insomma.
E allora bisogna arrangiarsi, far arrivare la sensazione che ne valga la pena.

lunedì 25 settembre 2017

Fai 'sentire' quello che scrivi

Non è raro che mood e linguaggio di un libro giallo, di un sentimentale, di un fantasy, si
assomiglino... Il genere di appartenenza sembra insomma condizionarli troppo. Può darsi sia una scelta 'commerciale' cercare di avvicinarsi al taglio cui il lettore è abituato, che presumiamo si aspetti da quel libro. Oppure una sorta di schema mentale: nella casella noir infilo questo in questo modo, nella casella on the road quello in un altro modo.
A me raramente riesce a meraviglia questa rigorosa aderenza al genere. Francamente trovo molto più interessante cercare e interpretare l'anima, dell'autore e della storia, e caratterizzarli per le loro specificità.
Un ottimo 'trucco' è anche quello della musicalità. Il ritmo di un racconto esprime molto, moltissimo. Immaginate la narrazione come se fosse una voce, il suono di uno strumento o la melodia di un'orchestra. 'Sentire' le frasi, questa è la chiave cui tendo sempre. Vale per un romanzo, funziona per la comunicazione aziendale, è ottimo per una presentazione professionale. Toccare le corde emotive è essenziale.
Avete presente un discorso il cui contenuto teoricamente non vi interesserebbe granché ma è tenuto da una voce, con un tono e un carattere che rapiscono? Lo ascoltate eccome. È un po' la regola del fascino, che c'è e si esercita al di là dei canoni estetici.
Un'avventura, quella della scrittura è un'avventura. E nell'avventura si esce spesso, dalle strade battute e dalle prudenze. Sorprendere è già un po' coinvolgere!

sabato 9 settembre 2017

Vivi la tua favola

Invece di tormentarsi per un temperamento senza infamia né lode, per una sorte non proprio brillante e generosa, per i limiti d'un tratto diventati troppi...ha pensato a una storia che potesse farle vivere una favola. Come se fosse proprio sua, come se avesse una vita, da favola!
Per me un’esperienza di ghostwriting entusiasmante, per lei un sogno diventato realtà. Davvero. Quasi oltre ogni sua immaginazione il libro ha illuminato l’orizzonte. Perché talvolta il gioco, l’audacia, l’euforia possono più di ogni cupo percorso. Sono un po’ come i fuori programma, sorprendono, sparigliano le carte e portano altrove.
Ricordate: narriamo quello che siamo o siamo quello che narriamo…

Bisogna decidere. Decidere di vivere la propria favola.