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martedì 29 novembre 2016

Il libro contagioso

Fortunatamente non è contagioso solo lo sbadiglio. C’è pure la risata. Quella piena, di pancia. E quella che scatta con il solletico.
Ecco, il libro contagioso fa il solletico al nostro umorismo. Induce la battuta, più che farla. Coinvolge il lettore da protagonista, secondo comico, spalla. Ogni pagina è una miccia che presa in mano, o sfogliata!, fa esplodere la reazione a catena.
Un lavoro sottile, delicatissimo. In punta di stimolo e parola. A richiamare, evocare, suggerire, associare, insinuare. Un divertimento a colpi di lima e acume. E anche un esercizio spensierato sull’arte del buon umore.
Qualcosa che a tratti mi è parso niente più e niente meno della commedia della vita. Nella sua grottesca narrazione ho trovato il filo dei giorni, di quelli tristi e di quelli felici.

Ridere è un diritto-dovere dell’umanità. Che il libro contagioso sia virale!

lunedì 17 ottobre 2016

Il sorriso dell'umorista

Pensiamo spesso al comico o al clown, chiamati a far ridere sempre e comunque: the show must go on anche quando non sarebbero in vena di concentrarsi sulla loro arte. C’è anzi una sorta di diffuso retro-pensiero popolare, quello di una loro sostanziale tristezza. Come se ogni grande scatenatore di risate a crepapelle fosse in verità uno spirito malinconico, come se dietro quella verve amena e geniale si celasse una fuga dalla loro mestizia. Chissà.
E l’umorista? Ha sempre la sapienza di quel sottile e riflessivo sorriso che ispira? Chi sa cogliere gli aspetti curiosi e divertenti della realtà, certe bizzarrie dei fatti o delle persone, un buffo risvolto nei problemi e negli affanni, il riflesso esilarante della più brutta tensione, è un tizio dall’animo vivace e dalla mente sveglia, un osservatore arguto, una creatura che sa indagare, sciogliere, sdrammatizzare.
Viene davvero da chiedersi se costui ha l’abile saggezza della leggerezza anche nella vita. Se ha la virtù di trovare sempre la via d’uscita dai labirinti. Se si alza allegro al mattino o si esercita a trovare allegria davanti allo specchio. Se trova sempre l’arguzia giusta per captare di tutto la nota brillante.
Io al servizio dell’umorista scopro un’infinità di sfumature spiritose che aprono varchi enormi nell’orizzonte e rischiarano qualsiasi tenebra. Sorrido, allietata da ogni piccola sorpresa. E rifletto, stimolata dalla commozione che solleva la comprensione del piccolo, grande dramma che l’umorismo ammanta di dolcezza.

Ecco, quello dell’umorista mi pare un sorriso che medita su un’amarezza e la accarezza fino a confortarla.

venerdì 22 gennaio 2016

Io, scrittrice fantasma: il tocco magico dell’ironia

L’ironia e l’umorismo sono la saggezza di uno spirito brillante.
Sono cose serie, molto serie, come la vita. Sono il guizzo che prova, appunto, che non ci prendiamo sul serio, che abbiamo il senso della misura e del ridicolo, che cogliamo la scintilla dietro tutto, che leggiamo la comicità di ogni istante.
Una vera ricchezza, la lucida soavità con la quale giochiamo, con il sorriso e il pensiero. L’effetto della battuta ‘perfetta’ è quello di levare il superfluo, smontare l’ingiusto, alleviare il dramma. E poi la ruvida o delicata sapienza delle parole sa come trattare tutto. Non c’è gravità e profondità che non abbia bisogno di leggerezza…

Da ghost writer ho scritto libri di molti generi e con storie e atmosfere anni luce distanti eppure oggi più che mai mi accorgo che tutti hanno goduto di questa ‘virtù’.